Prieres - 18 novembre 2013

it - Per un futuro alimentare sostenibile!

Lett. 1: Il 2014 è stato dichiarato l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare. Lo ha deciso, alla fine dello scorso anno, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite su pressione di 360 organizzazioni non governative di oltre 60 Paesi.
E’ un vasto movimento di opinione che si batte, contro l’accaparramento delle terre ad opera delle multinazionali dell’agro-industria, e la difficoltà di accesso a prezzi equi alle risorse produttive (terra, acqua, sementi di qualità, attrezzature) da parte dei piccoli allevatori e produttori agricoli.
L’Agricoltura Familiare costituisce la chiave di volta nella lotta contro la fame e la povertà, e sapendo chenei Paesi in sviluppo esiste una popolazione agricola compresa tra il 50% e l’80%, è cruciale, senza dubbio, il tema degli investimenti agricoli a livello familiare.

Guida:

Incominciamo la nostra preghiera manifestando la nostra fede.
Crediamo, Padre, che hai creato la terra per tutti e che di essa ci hai fatto
  — e crediamo, in forza della tua creazione, che ci hai dato il dono di prenderne cura e condividerla senza possederla né dominarla.
Crediamo, Gesù, che nella tua incarnazione hai assuntola nostra stessa terra, la stessa storia ela stessa speranza, e che ci hai fatto fratelli e sorelle, familiari di Dio
  — e crediamo, in forza della tua incarnazione, che tutti siamo chiamati a vivere al servizio della vita e di tutto ciò che é necessario per la sua cura e per l’uso sostenibile e solidale delle risorse.
Crediamo, Spirito d’Amore, che sei l’alito del Dio vivo che feconda la terra e costruisce la comunione,
  —e crediamo, in forza della tua presenza vivificatrice nella storia, che ogni persona di buona volontà può garantire l’integrità della nostra Casa Comune e impegnarsi per promuovere politiche economiche etiche che favoriscano l’inclusione, la sovranità alimentare e il commercio giusto.

Guida: Ascoltiamo alcuni frammenti dalla «Lettera di Brasilia ai lavoratori della campagna», dal III Congresso Nazionale del Movimento dei Lavoratori Rurali senza terra, per avere presente la loro immagine ai nostri occhi e la loro voce ai nostri cuori. (Proiezione immagini Family Farming)

Lett. 2 :

“A chi domanda chi sono i lavoratori della terra, dite loro: 
Siamo i figli della terra.
Uomini, donne e bambini che lottano e sognano che tutti abbiano terra.
Tanti non abbiamo ancora il diritto alla terra per la forza del reticolato.
Per la sordida forza del denaro.
Siamo uomini e donne di pace.
Siamo la mano umana che feconda la terra.
Siamo quelli che da anni abbiamo imparato ad ascoltare il lavoro della semente.
Leggiamo, nella calligrafia dei venti e delle stagioni,
il tempo di piantare e il tempo di raccogliere.
Siamo quelli che conoscono il fiore e il frutto.
Siamo testimoni del poderoso ciclo della Vita.
Perciò, siamo pertinaci.
Perciò, a chi domanda di noi, dite loro:
Nel paese delle immensità di terre oziose,
siamo quelli che non vogliono accettare i reticolati...
Cerchiamo oggi dei cammini alternativi per far produrre la terra conquistata:
la valorizzazione della produzione familiare, delle cooperative e delle associazioni,
la socializzazione dei beni che produciamo.
Con efficacia, reinventiamo politiche per combattere la povertà,
la fame, la miseria, la disoccupazione,
per produrre il pane che oggi manca nella bocca di milioni”.

Guida
: Già 50 anni fa, Papa Giovanni XXIII, per mezzo della Pacem in Terris, si rivolgeva a “tutti gli uomini di buona volontà”, credenti e non credenti, per richiamare il valore fondamentale della pace instaurata solo nel pieno rispetto dei diritti e doveri universali, inviolabili e inalienabili, della persona. Nonostante il tempo passato, il suo messaggio continua ad essere pienamente attuale:

Lett. 1: “Ogni essere umano ha il diritto all’esistenza, all’integrità fisica, ai mezzi indispensabili e sufficienti per un dignitoso tenore di vita, specialmente per quanto riguarda l’alimentazione … E non basta riconoscere e rispettare in ogni essere umano il diritto ai mezzi di sussistenza: occorre pure che ci si adoperi, secondo le proprie forze, perché ogni essere umano disponga di mezzi di sussistenza in misura sufficiente”(cfr. nn. 6, 16).

CANTOhttp://www.rscjinternational.org/content/view/118/35/lang,c
Ofrenda Fecunda (Cecilia Rivero)
Háznos ofrenda, Señor, hoy contigoDe justicia y reconciliación
Pan partido, siempre repartido
En la mesa de la comunión

Háznos vida, cariño y entrega
Que, valientes podamos romper
Actitudes que matan la vida,
Que nos llenan de miedo
Y nos quitan la fe

Que tu entrega y pasión por la vida
Se abra espacio en nuestro interior
Que tu vida, Ofrenda Fecunda
Se haga fruto en nuestro corazón.

Guida
: SAPEVATE CHE...
  870 milioni di persone ancora patiscono la fame cronica? Tra i bambini, si stima che 171 milioni di minorenni di meno di cinque anni soffrono malnutrizione cronica, quasi 104 milioni ha mancanza di peso e circa 55 milioni soffrono malnutrizione acuta
Tutti:  Apri, Signore, i nostri occhi e non permettere che dimentichiamo ciò nelle nostre scelte di vita

  La crisi dei prezzi alimentari, la crisi energetica e ambientale hanno dimostrato i limiti del modello di produzione agricola dominante governato dalle multinazionali della agro-industria?
Apri, Signore, i nostri occhi e fa che non smettiamo di annunciare il tuo Regno di giustizia, di pace e di fraternità

  L’ agricoltura si pratica nel 38,5% della superficie terrestre e che le coltivazioni offrono più dell’ 84% degli alimenti del mondo?
Apri, Signore, i nostri occhi e canteremo la tua gloria rispettando l’ordine della creazione e prendendoci cura dell’ ambiente e delle sue risorse

  Il 43% della popolazione attiva mondiale lavora nel settore agricolo e che questa percentuale si eleva al 53% nei paesi in sviluppo?
Apri, Signore, i nostri occhi e rendici promotori di una “cultura dell’incontro e della solidarietà”

  Più di due terzi dei 1400 milioni di persone che vivono in situazione di povertà estrema risiedono nelle zone rurali di paesi in sviluppo e che a livello mondiale 1500 milioni di famiglie vivono dell’ Agricoltura Familiare?
Apri, Signore, i nostri occhi e ravviva il nostro impegno per la giustizia lavorando perché tutti possano vivere con dignità

  L’Agricoltura Familiare assicura il 75% della produzione agricola e raggiunge l’ 80% della domanda dei mercati interni?
Apri, Signore, i nostri occhi e fa che siamo sensibili nel promuovere lo sviluppo sostenibile dei sistemi agrari basati sulle famiglie


Guida
:“Dio ti conceda la rugiada del cielo, la fertilità della terra e abbondanza di frumento e di vino” (Gn 27,28). Nell’AT, ricorre spesso il tema della terra come proprietà di Dio, e l’uomo come colui che è chiamato a mietere e raccogliere in abbondanza, a condividere in giustizia con il povero e il forestiero.

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO 8,7-11

Il Signore tuo Dio sta per farti entrare in un paese fertile:
paese di torrenti, di fonti e di acque sotterranee che scaturiscono nella pianura e sulla montagna;
paese di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; paese di ulivi, di olio e di miele;
paese dove non mangerai con scarsità il pane, dove non ti mancherà nulla;
paese dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame.
Mangerai dunque a sazietà e benedirai il Signore Dio tuo a causa del paese fertile che ti avrà dato.
Guardati bene dal dimenticare il Signore tuo Dio così da non osservare i suoi comandi, le sue norme e le sue leggi che oggi ti do.
(Momento di silenzio e di contemplazione)

Lett. 2:
“La Pace, quella vera, quella che vuol essere altra cosa che non un intervallo tra due massacri, la vera pace, è essa possibile quando il 15% degli uomini possiede l’80% delle ricchezze umane? Lo scorso anno, sulla nostra povera terra: 60 milioni di uomini in più; 60 milioni di tonnellate di grano in meno: pensate che questo possa durare?Gli uomini che hanno fame rappresentano oggi i due terzi della umanità. Tra alcuni anni, essi saranno i tre quarti... Che volete? Non si può nello stesso tempo preparare la distruzione della specie umana e dare, in sovrappiù, a coloro che sopravvivranno i mezzi per vivere.
Se, subito, subito, un grande slancio di amore non scuote la coscienza universale la fame degli uomini affretterà la fine del mondo.
Ripetete dunque, senza posa, ai responsabili del vostro destino: Meno carri armati e più aratri. Per tutti.Meno bombe e più pane. Per tutti.
Dividete con gli altri per poter essere amati. Disarmare per poter amare; dividere con gli altri per poter essere amati, queste sono, con la grazia di Dio, le condizioni per la nostra sopravvivenza.
Altrimenti, le nostre Babilonie, un giorno, crolleranno e quello che resterà della specie umana ritornerà alle sue antiche caverne.
Ma tutto sarà salvato, se voi sapete amare. Non un giorno, di passaggio, ma intensamente, per lungo tempo... e per tutti i giorni, sempre. Non scoraggiatevi, non rinunciate, non desistete...
Applaudite o denunciate, ammirate o indignatevi, ma non siate mai neutrali, indifferenti, passivi, rassegnati. Fate della vostra vita qualche cosa che vale.
Tutto l’amore seminato, presto o tardi, fiorirà...” (Raoul Follereau)

ORAZIONE:
Tutti insieme:
Signore Gesù, noi vogliamo condividere il tuo amore per tutta la creazione. Donaci sapienza e capacità per usare la terra senza distruggerla e cosi potere lasciare a coloro che vengono dopo uno spazio di vita in buone condizioni.
Aiutaci a lavorare per la dignità di ogni essere umano e dacci l’audacia di lavorare fortemente per raggiungere le migliori condizioni di vita per le famiglie rurali, come anche per una giusta distribuzione della terra.
Aiutaci Signore, a lavorare per la promozione personale e comunitaria dei nostri fratelli della campagna, e cosi conseguire un mondo più giusto, umano e fraterno.
Perché soltanto cosi la terra potrà cantare la tua lode poiché “la gloria di Dio è l’uomo vivente”. Amen.

CANTO:http://www.youtube.com/watch?v=FlCUW3hBrvc
Si todo es de todos (Luis Guitarra)
Si todo es de todos,
la deuda del mundo es una injusticia.
Si todo es de todos,
los que tienen tanto que no pidan más.
Si todo es de todos,
¿por qué hay tanta gente que no tiene nada?
Si todo es de todos,
las deudas eternas tendrán un final.

Todo es de todos, todo es de todos.
Todo es de todos, todo es de todos.

Guida
: Il racconto di Mc 6, chiamato della “moltiplicazione”, propone due economie, due maniere diverse di amministrare. Quella dell’uomo, che vive di ciò che ha oppure compera, e quella di Dio, che vive e fa vivere di ciò che dà, in perfetta gratuità. I discepoli sono chiamati a “passare”, cosi come ha fatto Gesù, dall’economia del possesso che produce fame e morte, a quella del dono che genera sazietà e vita.

DAL VANGELO DI MARCO 6,35-43

Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi, riferirono: «Cinque pani e due pesci». Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono, e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci.
(Momento di silenzio e di contemplazione)

Lett. 1:

“La prima chiave è tornare alla Parola per riconoscere un’economia diversa che soggiace alla storia, Economia divina, un modo di interpretazione che Dio ha della realtà. E’ anche il suo modo di stare nella storia, dove e come Egli si situa. Per noi è un modo di pensare la storia fino ad avere gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.
Questa economia si espande sempre più e più. Non solo tocca i bordi del dramma umano e della creazione ma anche i misteriosi e segreti momenti di gioco e di allegria che si realizzano nella vita, dove si scambiano amori, che sono nascosti nella creazione e nella storia. E’ l’economia narrata nel Salmo 104, quella di un Dio che inventa mostri per giocare: v. 25 e 26. Un Dio che dà il vino alla creatura umana perché si rallegri il suo cuore, perché faccia festa. E’ l’economia di un Dio che ci offre l’olio perché brilli il nostro volto. Un Dio che si veste di luce, che dorme sotto il cielo, che si apre come una tenda, che come un carro usa le nubi e cammina sulle ali del vento che è anche suo messaggero…
Da questa economia di Dio impariamo ad amare la giustizia. Se non ci innamoriamo di essa, le nostre scelte saranno molto deboli e moraliste, se ancora ci scandalizziamo dell’abbondanza, dello spreco, di questa logica illogica, sarà difficile coltivare la nostalgia per un mondo diverso.
Dobbiamo aiutarci ad amare questa economia per non avere disgusto dell’incomprensibile che è la situazione della povertà umana, e del non senso che molte volte caratterizza la vita, nella situazione post moderna dei popoli e nelle nostre lotte. Prima di praticare la giustizia, la dobbiamo amare. Se ci scandalizziamo dei poveri, ci scandalizziamo di Dio. Le situazioni di precarietà umane, infatti, rivelano questa doppia economia molto simile all’economia divina, dove la debolezza convive con l’abbondanza, la festa con il dolore, la fiducia con la precarietà. In questa storia si intrecciano lunghe feste e intensi digiuni.

Il Dio che crea mostri marini per giocare, è anche il Dio che veglia giorno e notte per non abbandonare il suo popolo, che esce ed entra con lui, che lo protegge, lo cura, come canta il salmo 121, 3-8. Il Dio che non sa contare è anche Colui che conosce i capelli che ciascuno ha e che mantiene i precari equilibri della natura fino al più piccolo passero (cfr. Lc 12, 6-7). E’ il Dio che si prende cura in segreto della morte del seme nell’utero della terra ( cfr. Gv 12,24). E’ il Dio che si indigna quando vede come i ricchi trattano i poveri. E’ il Dio che si identifica con le situazioni di precarietà della vita dei popoli. Egli decide di stare nel tempo e il suo stare è la sua eternità.
L’economia di Dio irrompe, con Gesù, in un mondo sommamente strutturato e gerarchizzato. Questo ci fa recuperare la fede. Niente è impossibile per Dio. Se Egli riuscì a irrompere in questa società di calcoli, come non credere che sia possibile ricostruire un’altra storia?”(Sr. Antonietta Potente)

ORAZIONE:
Preghiamo alcuni versetti del SALMO 103 in forma di risonanza.

 
Benedici il Signore, anima mia, *
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore, *
avvolto di luce come di un manto.

Hai fondato la terra sulle sue basi, *
mai potrà vacillare.
L’oceano l’avvolgeva come un manto, *
le acque coprivano le montagne.

Alla tua minaccia sono fuggite, *
al fragore del tuo tuono hanno tremato.
Emergono i monti, scendono le valli †
al luogo che hai loro assegnato…
Dalle tue alte dimore irrighi i monti, *
con il frutto delle tue opere sazi la terra.
Fai crescere il fieno per gli armenti †
e l’erba al servizio dell’uomo, *

perché tragga alimento dalla terra:
il vino che allieta il cuore dell’uomo; †
l’olio che fa brillare il suo volto *
e il pane che sostiene il suo vigore…

Per segnare le stagioni hai fatto la luna *
e il sole che conosce il suo tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte *
e vagano tutte le bestie della foresta...

Sorge il sole, si ritirano *
e si accovacciano nelle tane.
Allora l’uomo esce al suo lavoro, *
per la sua fatica fino a sera.

Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! †
Tutto hai fatto con saggezza, *
la terra è piena delle tue creature.

Ecco il mare spazioso e vasto…
Lo solcano le navi,il Leviatàn che hai plasmato
perché in esso si diverta.

Tutti da te aspettano *
che tu dia loro il cibo in tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, *
tu apri la mano, si saziano di beni.

Se nascondi il tuo volto, vengono meno, †
togli loro il respiro, muoiono *
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati, *
e rinnovi la faccia della terra.

La gloria del Signore sia per sempre; *
gioisca il Signore delle sue opere.

Voglio cantare al Signore finché ho vita, *
cantare al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto; *
la mia gioia è nel Signore.

Scompaiano i peccatori dalla terra †
e più non esistano gli empi. *
Benedici il Signore, anima mia.
 

Guida
: Accompagniamo le parole del canto partecipando al gesto di “seminare” come impegno di sostenere nella speranza questo nostro presente, e come preghiera di intercessione, in carità operosa, per i frutti futuri che produrranno ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta.

  (Gesto: interrare alcune sementi in un vaso mentre si canta)

CANTO:
 http://www.youtube.com/watch?v=JxMRsmH_9CM
Il mondo che vorrei (Laura Pausini)
oppure leggere questo poema di “Dom” Pedro Casaldáliga

«SENTINELLA, CHE C’É NELLA NOTTE?»
...
Affinché Dio si riveli Dio ora,
bisogna andare facendo il Regno, in senso contrario
a qualsiasi altro regno; ed è l’ora
in cui questo mondo lupo sia umano.

Che ne è stato del latifondo, sentinella?
Che ne è della speranza, compagni?
La notte dei poveri è in veglia

e il Padrone della terra ha decretato
di aprire tutti i solchi e tutti i granai
perché l’era del lucro già è passata.